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Il Mondo 10 Aprile 1997

ALLA FIERA DELLE SPIA

 

Minitelecamere. Sensori sottopelle. Telefoni protetti. E’ Boom. Anche per chi bonifica.

 

Un mercato da 500 miliardi di lire e forse di più. Sta attraversando un vero e proprio boom il settore delle intercettazioni telefoniche e ambientali. E alla Mostra internazionale della sicurezza in programma a Milano il 29 e 30 novembre. ruberà la scena ai sistemi antifurto e agli impianti di protezione dagli incendi. Pochi giorni fa la TELSY, società torinese del gruppo STER fatturato di 30 miliardi in prodotti per la difesa da intercettazioni, ha annunciato una versione rinnovata del suo telefono superprotetto: con una spesa di 5 milioni ci si assicura che conversazioni e messaggi fax restino riservati. Per due terzi è destinato a clienti istituzionali e ambasciate. Il resto è rivolto al mercato privato.

Dietro alle numerose cimici che hanno animato le cronache politiche e giudiziarie degli ultimi tempi si nasconde anche un mondo di aziende che fatturano miliardi. Spesso con prodotti tecnologicamente avanzati. Alcune lavorano quasi esclusivamente per le procure, i ministeri o i comandi militari e non amano la pubblicità. come la ATER di Torino. Altre tengono d’occhi il mercato privato, che sta crescendo rapidamente. Il gruppo VERINVEST di Varese ha appena messo a punto un dispositivo portatile (costo: un milione di lire) che protegge le telefonate via cavo variando continuamente il segnale codificato.

 

Obbiettivi da un millimetro. Più riservato è il mondo legato alle intercettazioni ambientali. Ci sono professionisti del controspionaggio, così si definisco, come la SELAVIO di Moncalieri, che progetta sistemi su ordinazione composti di microfoni nascosti e microcamere con obbiettivi da un millimetro di diametro. La Selavio è attenta all’immagine: per le riprese, in corso, del telefilm poliziesco della RAI Il Mastino, ha fornito il furgone-ufficio del detective protagonista, attrezzato delle più moderne tecnologie, in cambio della citazione nei titoli di testa. Per le Forze dell’Ordine lavora anche la CAT di Cinisello presso Milano (microtrasmettitori computerizzati e microcamere, sistemi criptati per telefoni). Ma non si tira indietro quando riceve richieste da privati. A Roma la DEATRONIC distribuisce prodotti di importazione israeliana ( tra i suoi clienti c’è la DIA, la direzione antimafia); gli esperti prevedono che le microspie di Tel Aviv saranno le protagoniste dei prossimi anni.

Scavando fra le cimici (che vengono impiegate anche nello spionaggio industriale; tre anni fa qualcuno le ha utilizzate per conoscere le sorprese delle uova Kinder Ferrero) si scoprono poi realtà produttive insospettate. Ad arcugnano, vicino a Vicenza, c’è un’azienda, la SALLEY (massima riservatezza, nessun colloquio con i giornalisti) la cui attività principale è la produzione di orologi da muro con microcamera incorporata. A Milano, ha invece sede il Consorzio POLYART, 14 aziende fornitrici e 21 installatrici per un totale di 200 miliardi di fatturato: dalla realizzazione chiavi in mano degli impianti di sicurezza di sedi bancarie alle cimici antirapinamento da portare sottopelle. Ha messo a punto un sistema di identificazione delle persone basato sulla fotografia a mezzo laser delle ossa del cranio. Nella protezione dei computer (per impedire che il video venga letto a distanza da intercettatori elettromagnetici) si è specializzata la SIPAL di Torino.

 

Spy shop all’italiana. Ormai, le imitazioni dei famosi “spy shop” londinesi si stanno diffondendo anche in Italia. Il catalogo della Marcucci di Vignate, che distribuisce prodotti elettronici, mostra microspie nascoste in calcolatrici o penne stilografiche, fotocamere miniaturizzate e microfoni direzionali. Quasi tutto è importato dal Giappone. Mentre a Roma c’è un negozio, MASCAR, che vende dei veri e propri kit per 007 fai da te.

Quanto vale il settore nazionale delle attrezzature per lo spionaggio e il controspionaggio. La somma di 500 miliardi potrebbe essere superiore considerando i prodotti distribuiti dai grandi gruppi internazionali, come l’americana CCS o la tedesca TARGET. E tenendo conto dell’effetto Berlusconi – Cariplo (per ricordare due episodi recenti) sulle bonifiche di sedi di organizzazioni politiche e di uffici, bancari e non. Secondo i dati della Tom Ponzi, già negli ultimi quattro anni questo settore è cresciuto a ritmi del 25% l’anno. Ora ha avuto un nuovo impulso. Tutti i produttori di sistemi di intercettazione sono infatti anche bonificatori, e dichiarano di essere sommersi dalle richieste. Il Consorzio POLYART, per esempio, ha appena finito di bonificare la sede romana di un partito e gli uffici di due banche.

 

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