La Stampa 5 Maggio 2007
E' FACILE PENETRARE NELLE E MAIL E BANCHE DATI
Sabrina Apollaro e' l'amministratore della «Selavio» di Moncalieri. Gli investigatori privati riescono a intercettare i telefoni, ad avere i tabulati telefonici, ad accedere a dati sensibili? «Beh, non e' cosi' difficile compiere alcune di queste operazioni. Ci vogliono molti soldi e apparecchiature particolari. Noi diciamo sempre: le apparecchiature sono in libera vendita, ma la Selavio non risponde dell'uso che ne viene fatto». Accesso alle banche dati. Possibile? «Qui siamo in un campo piu' complesso. Ci vogliono gli hacker, che esistono, eccome, e programmi specifici. E' l'illegalita' pura». Le e-mail sono sicure? «Dipende. C'e' un software svizzero, che costa 230 euro, che una volta piazzato dentro un pc, consente di leggere le mail in entrata e in uscita. Pero' bisogna agire sul computer. Diffidare delle macchine aziendali e dei regali...». Telefoni spia. Leggende o strumenti reali? «Tutto vero. Non dico la marca di quello piu' modificabile. Ma con una piccola operazione, il telefono si trasforma in una microspia ambientale: consente di ricevere gli Sms in parallelo e di ascoltare le conversazioni senza che i due interlocutori siano a conoscenza del terzo ''incomodo''». Allucinante. Ma ci si puo' difendere? «Certo. Con altra tecnologia. E' poi sono questi i nuovi compiti delle agenzie investigative. O no?».






