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La Stampa 15 Luglio 2005

COSTUME. E' UN BUSINESS IN COSTANTE CRESCITA QUELLO DEL CONTROLLO ELETTRONICO Tra cimici e microtelecamere lo spionaggio fa affari d'oro

Massimiliano Peggio Violare la privacy altrui puo' diventare pratica morbosa e delirante, quasi quanto l'ossessione di essere costantemente spiati e controllati da un Grande Fratello. Lo sanno bene gli esperti del settore, che forniscono apparecchiature d'avanguardia sempre piu' sofisticate e miniaturizzate al mercato degli spioni, «buoni o cattivi», non fa differenza. In fondo e' solo un gioco di abilita': tra la fantasia di chi escogita metodi originali per nascondere cimici e microtelecamere, e la sagacia di chi e' incaricato di scovarle, neutralizzando l'intrusione. Bottoni e cravatte con videocamere incorporate, registratori digitali che si attivano a distanza, cimici che funzionano con sim card e tecnologia Gsm, come normalissimi telefoni cellulari. «Il nostro lavoro non s'improvvisa: per fornire materiali e servizi di qualita' occorre esperienza e serieta': lo dimostrano i tanti negozi "specializzati" sorti all'improvviso negli ultimi anni, per cavalcare il mercato, ma scomparsi altrettanto rapidamente» dice Sabrina Apollaro, amministratore della SELAVIO Security Systems di Moncalieri, da vent'anni tra le aziende leader in Italia in progettazione e fornitura di tecnologie investigative. Nei loro laboratori sono stati creati apparecchi per le inchieste delle procure italiane, per i servizi di sicurezza, per le imprese a rischio di spionaggio industriale. Un mercato in forte espansione, in ogni settore: se da una parte aumentano le attivita' di spionaggio, dall'altra s'impennano gli incarichi di bonifica e controllo. «La paura di essere spiati e' molto diffusa: si puo' dire che ogni giorno riceviamo richieste d'intervento, per ispezionare auto, uffici, abitazioni, oggetti personali» aggiungono alla Selario. Le intercettazioni telefoniche sono al primo posto dei timori. Le cimici possono essere di tanti tipi: tradizionali, inserite sulla linea, come nel caso di casa Bresso, o attivabili a distanza, in automatico da un computer. «Per scovarle bisogna analizzare la rete telefonica, a caccia di anomalie nel livello della tensione». Microfoni come spilli, che si infilano ovunque, meglio se confusi tra le altre apparecchiature elettroniche di uso comune: radio, tv, videoregistratori. Anche le microspie ambientali possono essere «dormienti», attivabili a piacere, e a distanza di tempo. «Per individuarle - spiegano i tecnici della SELAVIO - disponiamo di un rilevatore radar ad ampio spettro il "superbroom": e' un cacciatore di circuiti elettronici, cosi' sensibile da essere in grado di scoprire cimici affogate nel cemento, all'interno delle pareti». Ma al momento il gioiello piu' rischiesto dal settore delle investigazioni e' il micro registratore digitale piccolo come una moneta da un euro: tecnologia russa, 150 ore di autonomia, microfono ipersensibile. «In realta' sono questi gli apparati piu' difficili da scovare: sono piccoli, semplici da occultare, e soprattutto non emettono segnali radio». Il mercato abbonda di offerte: ci sono i prodotti dei professionisti, per le forze di polizia e agenzie investigative, e poi c'e' la tecnologia on line, acquistabile via Internet a prezzi favorevoli, per le investigazioni «fai da te». Cosi', la paura di essere spiati cresce, alimentando fobie e sospetti. Chi sono i clienti? In genere professionisti: avvocati, commercialisti, ingegneri. Ma anche politici e amministratori di aziende sanitarie: i segreti possono avere tante sfumature. E poi anche gente comune: mariti e mogli che temono di essere sorvegliati da investigatori privati, o condomini desiderosi di difendere la loro privacy dall'invadenza «tecnologica» dei vicini di casa. «Si puo' arrivare a sospettare di tutti fino all'ossessione: al punto addirittura di immaginare di essere spiati con tecnologie inesistenti», ammette Sabrina Apollaro. Ma queste sono spy story che sconfinano negli X-Files.