Recupero dati informatici

Recupero dati informatici per procedimenti giudiziari

In un precedente articolo abbiamo spiegato cosa sia il recupero dati informatici e in quali situazioni diventi necessario. Per riepilogare, brevemente, ricordiamo che il recupero dati informatici è un’operazione che permette di accedere a dati altrimenti inaccessibili, persi, corrotti, danneggiati o eliminati. Il recupero dati viene solitamente effettuato su dispositivi di archiviazione interna o esterna, come hard disk, SSD, pennette USB, nastri magnetici, CD, DVD ed altri apparecchi elettronici. I motivi che possono portare a richiedere un intervento di recupero dati sono diversi: eliminazione involontaria di file importanti; danneggiamento fisico dell’hard disk o del dispositivo; malfunzionamento del file di sistema dell’hard disk o del dispositivo; attacco hacker da parte di concorrenti; sabotaggio industriale ad opera di attori esterni o interni; necessità di reperire prove informatiche nel corso di un procedimento giudiziario.

Quest’ultimo caso è forse il più particolare: affinché i dati recuperati possano essere utilizzati come prove in un processo, è necessario che vengano reperiti secondo dei procedimenti precisi e registrabili.

Cos’è l’informatica forense?

L’informatica forense è una disciplina che si sviluppa negli anni ‘80, a seguito del boom dell’utilizzo di computer in diversi ambiti della vita occidentale. Al diffondersi di questa nuova tecnologia, infatti, segue tutta una serie di nuove attività criminali prima inesistenti, che prendono il nome di computer crimes e tra le quali possiamo trovare, a titolo d’esempio, le frodi online e il cracking di software.

L’informatica forense nasce dalla necessità costruire dei procedimenti giudiziari con cui combattere questi nuovi crimini, e lo fa fornendo agli investigatori e ai giudici una spiegazione dello stato di un dispositivo digitale utilizzato come prova, oppure reperendo delle prove digitali attraverso operazioni di recupero dati, oppure ancora ricostruendo una serie di eventi tramite le informazioni estratte dai dispositivi coinvolti nell’indagine.

Ad oggi, non solo i computer e i dispositivi elettronici hanno una presenza molto più capillare nella nostra vita rispetto a quella che avevano negli anni ‘80, ma anche i crimini digitali sono aumentati e sempre nuovi. L’informatica forense può essere oggi utilizzati nelle investigazioni e nei processi contro la pornografia infantile, frodi online, spionaggio industriale, cyberstalking, omicidi e stupri.

L’informatica forense e il recupero file

Le tecniche utilizzate dagli informatici forensi sono moltissime e vanno dall’analisi incrociata di dispositivi fino allo svelamento di immagini occultate tramite steganografia. Tra queste tecniche, come sappiamo, è presente anche il recupero di dati cancellati.

A seconda del caso, il procedimento di recupero dati hard disk (o recupero dati pen drive, o quale che sia il dispositivo), si compone di 4 fasi:

  1. riparazione del supporto fisico, se danneggiato, in modo da farlo tornare funzionante o, per lo meno, in grado di essere letto;
  2. creare un’immagine della memoria di massa su un nuovo supporto, così da non rovinare ulteriormente i dati utilizzando il supporto danneggiato;
  3. recuperare i dati perduti risolvendo il malfunzionamento logico del file di sistema, oppure utilizzando il clone della memoria per riparare la tabella delle partizioni o il MBR;
  4. una volta ritrovati i dati corrotti, ricostruirli manualmente o attraverso software specifici.

Per ricevere maggiori informazioni sul procedimento e l’utilizzo del recupero dati informatici nel corso di un procedimento giudiziario, non esitate a contattare Selavio Bonifiche e a sottoporle la vostra situazione.